Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

Intervista sul "Messaggero di Sant'Antonio"

Raccontare il Vangelo agli adolescenti è la sfida di questo interessante volume, scritto da un giovane autore, Alessandro Cristofari. Un libro intelligente (sin dalla copertina, realizzata da Marta D’Avenia) che potrà essere utile a molti ragazzi «curiosi di Dio».

Msa. Ma ai ragazzi di oggi interessa ancora Gesù Cristo?
Cristofari. Anni fa, da adolescente, partecipai a un torneo di calcio internazionale per ragazzi in Spagna. Qualche ora dopo il mio arrivo, entrai in uno stanzone immenso pieno di gente, perlopiù giovani, raccolti in un silenzio assordante. Era una cappella per l’adorazione del Santissimo Sacramento, dove dei ragazzi si alternavano ininterrottamente per pregare. In momenti come questi capisci che Dio vuole parlare proprio con te: le emozioni da stadio passarono presto, quel silenzio e quella presenza sono rimasti. Fu un momento che mi segnò. La mia esperienza da educatore oggi, in questi tempi di crisi, mi porta a dire che la fede non basta riceverla per tradizione, come era una volta, ma è una ricerca autentica e consapevole. Allora i ragazzi che vi aderiscono sono determinati, perché è un percorso che hanno intrapreso con consapevolezza e sono disposti a fare sacrifici per capire e approfondire. Incontro tanti giovani che restano affascinati dall’esempio di altre persone e dai santi che vivono la loro fede in pienezza. Abbiamo perso oggi la capacità di comunicare la bellezza. Il rumore delle distrazioni può coprire la voce sottile con cui la bellezza ci chiama per ammae­strare il nostro cuore.

Come suscitare nei giovani la passione per il Vangelo?
I ragazzi hanno bisogno di testimoni. Hanno bisogno, cioè, di essere portati per mano a scoprire un senso per la vita, al di là delle preoccupazioni quotidiane. A loro non interessa un Gesù finto, retorico, maestro di morale, fonte di buoni sentimenti. I ragazzi hanno il problema che si muore e che il papà o la mamma ti abbandonano. Che la ragazza che ti fa impazzire se ne va con un altro. Che si sentono fatti per cose grandi e si trovano intorno adulti cinici e disillusi che li incitano a non credere ai loro sogni. I ragazzi hanno bisogno di qualcuno che dica loro che è possibile vivere all’altezza del proprio desiderio, provare a costruire un mondo un po’ più giusto e un po’ più buono. Che c’è qualcuno che ti vuol bene così come sei, che è disposto a giocarsi la vita per te e con te, perché il desiderio con cui sei stato messo al mondo possa essere realizzato. E tutto questo c’è in Gesù? Ce lo insegna Lui nel Vangelo. Quando i ragazzi incontrano un Gesù così, si entusiasmano. Il Vangelo entusiasma. Questo libro nasce dal desiderio di far conoscere un Gesù vivo, vitale: un uomo di carne e ossa, che quando apre bocca non è per dettar regole, ma per suggerire come si può fare per essere un po’ più contenti. Bisogna far scoprire ai giovani che, prendendo in mano il Vangelo, si può fare l’esperienza di una vita più lieta.

Lei è un educatore: che cosa le chiedono più spesso gli adolescenti che incontra?
Gli adolescenti sono tutta una domanda. Hanno interrogativi molto grandi, tipici di quest’età. Si interrogano su dolore, morte, felicità, amore, sesso, Dio, fede, paura… Quelle domande che ruotano intorno ai quesiti di sempre, riassunti nel grido: posso io essere felice? Niente muove le persone come la felicità, niente muove un adolescente come la possibilità di raggiungerla. I ragazzi sono molto riconoscenti soprattutto per il tempo che dedico loro. Il problema restiamo noi adulti e la cultura che abbiamo costruito attorno a questi ragazzi che vengono spesso dipinti negativamente. Loro sanno riconoscere la gratuità e hanno la capacità di ringraziare quando la incontrano. Sono attratti dalla vita come dono, non come prestazione o come consumo egoistico.
Messaggero di Sant'Antonio, versione digitale. (15 aprile 2018)

Per leggere l'intervista sul cartaceo de Il messaggero di sant'Antonio e vedere tutta la rassegna   (aggiornata al 15 aprile), si può cliccare qui: RASSEGNA

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